23# La rivoluzione neolitica

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

23# La rivoluzione neolitica

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(Se invece di leggere preferisci ascoltare vai in fondo alla pagina!)

Ed eccoci arrivati al Neolitico europeo!

Ma che cos’è il Neolitico?
Come abbiamo visto nella puntata n2, l’età della pietra si suddivide in tre fasi:

  • PALEOLITICO o età della pietra antica,
  • MESOLITICO o età della pietra di mezzo,
  • NEOLITICO o età della pietra nuova.

Il Neolitico è compreso indicativamente tra 8000/10000 anni fa a 3500 anni fa circa.
Tra l’altro dal Neolitico in poi non parleremo più di “anni fa” ma di a.C.!

 

Cosa cambia nel Neolitico?

Il Neolitico è l’età della pietra nuova: infatti questa età è caratterizzata da grandi innovazioni a livello di lavorazioni litiche, tra cui l’uso della levigatura, del levigare le pietre. Inoltre si inizia ad usare la ceramica.
Si inizia a scavare nelle miniere alla ricerca di materie prime più efficienti.

Soprattutto poi nel Neolitico nascono l’agricoltura e l’allevamento: questa è una vera e propria rivoluzione culturale per l’umanità, che va ad influenzare e modificare profondamente la vita e la struttura dell’esistenza umana.
L’umanità diventa progressivamente sedentaria, vengono fondati villaggi e nasce il commercio.

Il cambiamento che viene portato dal Neolitico, la Rivoluzione Neolitica, non è però una qualcosa di improvviso né avviene in modo compatto e unitario.

Il Neolitico arriva in Europa progressivamente e lentamente, in modo non uniforme: si tratta di un cambiamento graduale e lento, che si espande nel continente europeo seguendo i movimenti umani, attraverso fiumi e foreste. Da questo ne consegue che in uno stesso periodo temporale nella zona x la cultura umana sia già al Neolitico mentre nella zona y la cultura umana sia ancora al Mesolitico.

Come vedremo nel corso di questo podcast è difficile mettere paletti e dividere in modo ferreo un momento storico da un altro: non è che la cultura tal dei tali viva in modo rigido dall’anno tot all’anno tot! La storia è fluida ed è fatta di sfumature!

 

Perché avviene la rivoluzione neolitica?

Cosa è scattato nella testa del primo essere umano che ha deciso di coltivare una pianta alimentare o allevare un animale per procurarsi carne e latte?
Sono tante le ipotesi in proposito.

Secondo alcuni studiosi a giocare un ruolo cruciale in questa svolta della società umana c’è un cambiamento climatico: una situazione più sfavorevole alla caccia e alla raccolta avrebbe portato alla ricerca di strategie alternative per nutrirsi.

C’è poi la questione demografica.
L’aumento della popolazione umana, esplosa nel Mesolitico, avrebbe portato una conseguente crisi alimentare e organizzativa.
In sostanza: i uomini e donne cacciatori-raccoglitori non erano in grado di gestire e nutrire un clan con un numero troppo elevato di persone. Nutrire una comunità di tante persone richiede molto cibo, occuparsi di un alto numero di bambini necessita che una parte della popolazione si dedichi esclusivamente o quasi all’accudimento: cose non possibili in una società di cacciatori-raccoglitori.

In ogni caso la nascita della domesticazione delle piante e degli animali avviene, come dicevamo, in modo graduale.
Con ogni probabilità si arriva alla domesticazione in seguito ad un insieme di fattori, sia ambientali che culturali, che, con il tempo, portano a cambiare la vita degli uomini e donne neolitici per ragioni meramente pratiche.

Facciamo un esempio.
Una progressiva specializzazione nella divisione dei compiti all’interno della comunità porta i raccoglitori (o le raccoglitrici!) a conoscere a fondo alcune specie vegetali, la necessità di maggiore cibo dovuto ad un notevole aumento demografico porta a fare maggiori scorte che portano a scegliere una pianta anziché un altra per evitare crisi alimentari in inverno.. e prima o poi si scopre che le piante possono sopravvivere anche in inverno, se messe al riparo e curate, e che alcune sono più resistenti di altre.
Anno dopo anno, generazione dopo generazione, la conoscenza si tramanda e approfondisce, evolvendosi lentamente attraverso prove ed errori, magari acquisendo nuove pratiche da altri gruppi, in una serie di passi lenti e graduali che, con ogni probabilità, noi non sapremo mai perché non hanno lasciato traccia archeologica.

Certamente comunque la domesticazione delle piante è la naturale evoluzione della raccolta, come la domesticazione degli animali è l’evoluzione della caccia: così la società umana è passata da essere di cacciatori-raccoglitori a semi nomade e, infine, a sedentaria.

Ma vediamo nel dettaglio la domesticazione delle piante e degli animali.

 

La domesticazione

Innanzitutto ricordiamo cos’è la domesticazione.
Come ci insegna Wikipedia “In biologia, la domesticazione è il processo attraverso cui una specie animale o vegetale viene resa domestica, cioè dipendente dalla convivenza con l’uomo e dal controllo da parte di quest’ultimo. Per molte specie, la domesticazione ha comportato notevoli modificazioni del comportamento, del ciclo biologico e della stessa fisiologia” (cit. da Wiki).

La domesticazione delle piante

Dove nasce l’agricoltura?
L’agricoltura nasce nel Vicino Oriente, nella così detta Mezzaluna Fertile, ossia l’area compresa tra gli attuali Iran, Iraq, Siria, Giordania e Palestina, e da qui si espande in Europa con passaggi e ritmi diversi.
In linea generale la Rivoluzione Neolitica si espande in Europa dal Vicino Oriente in direzione nord-nord/ovest, quindi dalla Grecia attraverso in Balcani in tutta la zona Mediterranea, per poi risalire l’Europa verso nord.

Cosa si coltiva?
Tra le prime piante coltivate vi sono: farro, piccolo farro, orzo, piselli, lenticchie, ceci, veccia, favino.
Si tratta quindi di legumi e cereali, infatti la frutta e le erbe continuano ad essere raccolte.

La domesticazione degli animali

Come abbiamo visto nella puntata n21, “Quando venimmo addomesticati dai lupi”, il cane è il primo animale ad essere addomesticato dall’uomo, addirittura nel Paleolitico.

La domesticazione della maggior parte delle specie domestiche attuali avviene invece nel Neolitico, in particolare sono addomesticate per primi: capra, pecora, maiale, vacca, gatto, pollo (in quest’ordine).
Il pollo è il primo uccello ad essere addomesticato.

Mentre il cane è stato addomesticato a livello globale, quindi contemporaneamente in tutto il mondo, molti di questi animali vengono inizialmente addomesticati nel Vicino Oriente e, successivamente, in Europa.

Attenzione: questo non significa che la caccia venga abbandonata!
Nel Neolitico si continua a cacciare, semplicemente la caccia non è più la primaria fonte di proteine animali.

 

Il commercio e i villaggi

A fianco di tutto questo si inizia in Europa a sfruttare le miniere per procurarsi le materie prime.
Tra le materie prime più gettonate vi sono la selce, usata per fare ad esempio punte di frecce, e soprattutto l’ossidiana, che è usata per fare coltelli, pugnali e, in generale, per fare le lame.

Che cos’è l’ossidiana?
Come ci insegna Wikipedia “l’ossidiana è un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava (..) L’ossidiana è un vetro naturale, del tutto simile a quello artificiale di produzione umana” (cit. da Wiki).
Esteticamente l’ossidiana è una pietra nera, è fragile, se cade si rompe, e le sue schegge sono taglientissime.

Oltre allo sviluppo dell’industria litica, con strumenti in pietra sempre più levigati e accurati, si iniziano poi a realizzare panieri, reti, stuoie in materiali vegetali oltre a diversi oggetti in legno.
Viene inventata la tessitura: anche se i tessuti, deperibili, non sono giunti fino a noi, abbiamo tracce dell’esistenza di telai.

Ma soprattutto nasce il commercio.
Prodotti agricoli e animali allevati, materie prime e prodotti, quali strumenti litici e ornamenti, vengono scambiati tra le varie comunità umane, percorrendo, di mano in mano, svariati chilometri.

Tutto questo – commercio, allevamento, agricoltura – portano a una maggiore sedentarietà.

Sorgono così villaggi costituiti da capanne realizzate da mattoni in argilla, al cui interno vi sono focolai e pozzi.
Non mancano le tombe: le sepolture neolitiche si trovano all’interno dei villaggi stessi, mentre le necropoli vere e proprie sono invece rare.

Si iniziano a costruire i primi megaliti, enormi monumenti in pietra la cui funzione è tutt’oggi discussa.

 

Nelle prossime puntate vedremo i più famosi e interessanti reperti neolitici europei.
Ovviamente i siti neolitici europei sono molti: non possiamo vederli tutti altrimenti questo podcast parlerebbe solo del Neolitico europeo, ho fatto una selezione e ne ho scelto i più interessanti e rappresentativi che vi andrò a raccontare..

 

Ascolta “Ep23 – La Rivoluzione Neolitica” su Spreaker.

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