34# Economia preistorica

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

34# Economia preistorica

pietra-scheggiata

Con il Neolitico l’essere umano diventa sedentario, nascono i primi villaggi. E da cacciatore-raccoglitore diventa agricoltore-allevatore.

Questo passaggio epocale, abbiamo visto, genera molte notevoli conseguenze.
Tra le altre, in base ai ritrovamenti archeologici, sappiamo che nel Neolitico si sviluppa un inizio di commercioebbene sì, questi sono i primi passi della storia dell’economia.

Ma perché il commercio, l’embrione dell’attività economica, nasce e si sviluppa nel Neolitico e non prima?

 

Perché il commercio nasce nel Neolitico?

I fattori che determinano la nascita del commercio proprio nel Neolitico sono tanti.

Innanzitutto l’umanità diventa stanziale, come abbiamo visto: vivendo in villaggio si sviluppa la divisione e specializzazione del lavoro.
Se, ad esempio, un individuo passa tutta la sua giornata a produrre lame dovrà poi scambiarle con la carne o dei vegetali prodotti da altre persone se vuole mangiare.. persone che, per svolgere la loro attività di allevatori o agricoltori, avranno bisogno di coltelli in selce o asce in pietra.

E perché la divisione e specializzazione del lavoro non è avvenuta prima, nel Paleolitico?

La struttura sociale paleolitica è completamente diversa da quella neolitica.
Nel Paleolitico, per nutrire il gruppo, tutti o quasi i componenti devono partecipare alla caccia o alla raccolta di vegetali.

La vita del cacciatore-raccoglitore non ha molto margine di tempo libero, si tratta di un’esistenza dura in cui, dall’alba al tramonto, la priorità è: cosa mangerò stasera? Se non ci si procura cibo non si mangia e l’eccedenza, il surplus, che potrebbe essere destinato al commercio è raro.. e questo esclude lo svilupparsi di, diciamo, attività “alternative” a quella di cacciatore (e/o raccoglitore) nella società paleolitica.

Inoltre va considerato che i gruppi paleolitici sono piccoli: si tratta in media di una ventina di individui per gruppo (invece nel Neolitico la popolazione di un villaggio può raggiungere il centinaio di individui) e ciascuno ha un ruolo nella caccia e raccolta comune.

Quindi nel Neolitico abbiamo:

  • villaggi con molti abitanti,
  • un surplus da utilizzare,
  • una struttura sociale che permette la specializzazione del lavoro.

 

Il commercio Neolitico

Inizialmente il commercio avviene all’interno del villaggio stesso per poi espandersi ai villaggi limitrofi.
Con il tempo alcuni luoghi diventano famosi per determinate pietre e lavorazioni.

Il movimento delle merci favorisce la nascita di vie di comunicazione e il miglioramento dei mezzi di trasporto.
Naturalmente la moneta non esiste ancora: i commerci avvengono grazie al baratto.

Alla crescita della produzione agricola (e del conseguente surplus produttivo) si affianca poi l’artigianato, in particolare la produzione di:

  • vasellame in ceramica,
  • oggetti in osso, pietra e legno,
  • lame in selce e altre pietre (come asce, coltelli e punte di freccia).

La primissima produzione neolitica è costituita dall’ossidiana.

 

La regina delle pietre del Neolitico: l’ossidiana

Cos’è l’ossidiana?

L’ossidiana è un vetro vulcanico, la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava: si tratta di un vetro naturale, del tutto simile a quello di produzione umana. (cit. Wikipedia versione italiana).

Esteticamente l’ossidiana appare come una pietra nera lucida, taglientissima anche se molto fragile.

I manufatti in ossidiana sono tipici del neolitico e la pietra è, in questo periodo, molto ricercata: le produzioni in ossidiana sono le prime ad essere commerciate in epoca preistorica.

L’ossidiana è davvero molto utilizzata da alcune popolazioni neolitiche.
Ad esempio la minuscola isola di Saliagos (isola di 110 m x 70 m, una delle isole minori di Antiparos, a sua volta piccola isola delle Cicladi in Grecia e abitata nel Neolitico da circa 70-150 individui) nel Neolitico consuma da sola lo 0,13% di tutta l’ossidiana prodotta nell’Egeo!

 

Le prime miniere europee

All’epoca neolitica risalgono anche le prime miniere d’Europa: le Cave neolitiche di selce a Spiennes, site vicino a Mons, in Belgio.

A causa della loro importanza, quale testimonianza dello sviluppo umano, queste cave sono Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 2000.

In queste cave nel Neolitico la selce viene estratta usando dei corni di cervo come picconi, poi le pietre vengono scheggiate per dar loro una forma approssimativa e successivamente rifinite.
Il prodotto finale sono asce in selce usate per tagliare gli alberi e utensili per lavorare il legno (parleremo del disboscamento neolitico in una delle prossime puntate).

Tutta questa organizzazione testimonia una complessa struttura produttiva, articolata in operazioni di estrazione e officine di produzione di lame: si tratta di una vera e propria standardizzazione della produzione.

Come appaiono oggi le cave neolitiche?
All’apparenza sono distese di campagna verde, il cui terreno è cosparso di frammenti di selce. Sottoterra vi sono poi gallerie e pozzi verticali realizzati in epoca neolitica.

Siti simili a questo sono stati trovati anche in Inghilterra.

 

Quindi nel Neolitico nasce il commercio: l’umanità si incammina verso la via che la porterà a istituire società intere costruite su di esso.
Villaggi, agricoltura, artigianato, commercio.. gli elementi della società moderna ci ci sono tutti. Manca solo una cosa: la disuguaglianza.

Nella prossima puntata parleremo di un grande mistero della preistoria: la nascita della disuguaglianza umana.

 

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FONTI

  • Centro di interpretazione delle miniere di Spiennes (sito)
  • Economia nella preistoria, C Grahame, Laterza, 1992
  • Prehistorich Times in the Cycladic Islands, Dartmouth College, 2012-2013