La domesticazione del cane: quando venimmo addomesticati dai lupi! # ep 21

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

La domesticazione del cane: quando venimmo addomesticati dai lupi! # ep 21

La domesticazione del cane.. ossia quando venimmo addomesticati dai lupi!

Ascolta “Ep21 – Quando venimmo addomesticati dai lupi” su Spreaker.

In questa puntata del podcast di Storia d’Europa si parla della domesticazione del cane.

Anni fa, non ricordo in che settimanale inglese, ho letto una vignetta satirica sulla preistoria molto divertente.

La vignetta raffigurava due grossi lupi, un po’ spelacchiati, che mangiavano ossa e pezzi di carne lanciate da degli uomini primitivi. Mentre erano intenti a mangiare un lupo diceva all’altro: “Visto?! Te lo avevo detto che gli umani si potevano addomesticare!”.

Come ci insegna Wikipedia la domesticazione o addomesticamento in biologia è il processo con cui una specie, animale o vegetale, diventa “domestica”, cioè dipendente dall’uomo. Questo spesso comporta grandi modificazioni del comportamento e/o della fisiologia.
E questa è la definizione di domesticazione.. ma la pratica è un po’ più complessa!

In linea generale, ieri come oggi, la differenza tra animale domestico e animale selvatico è che l’animale domestico, come il cane, può vivere e prosperare tutta la sua vita insieme agli esseri umani, quindi nella nostra società.. mentre un animale selvatico no.

Come sapranno tutti coloro che hanno trovato e soccorso un animale selvatico, magari anche cucciolo, arriva un momento in cui quest’ultimo deve essere rimesso in libertà perché la vita in cattività per lui o lei è una prigionia e ne morirebbe (salvo rare eccezioni, ad esempio di animali fortemente menomati).

All’opposto un animale domestico abbandonato in natura normalmente muore, perché non è in grado di sopravvivere in un ambiente che per lui è ostile: è il caso, ad esempio, dei gatti domestici che se abbandonati in un bosco, anche se adulti, muoiono di fame.. d’altronde vorrei vedere voi se vi abbandonassero nudi e crudi nella foresta pluviale quanto durereste!

Questo ha a che fare con la teoria dell’evoluzione: le due specie domestica e selvatica si sono evolute per vivere in un dato ambiente. Abbiamo parlato della teoria dell’evoluzione e di tutto questo nella prima puntata di questo podcast.

Ma torniamo a noi e parliamo di come e perché si è giunti alla domesticazione del cane.

 

La differenza tra cani e lupi

Innanzitutto, prima di parlare di domesticazione del cane, chiariamo un punto importante:

i cani non sono lupi e i lupi non sono cani.

I cani sono, secondo la classificazioni di Linneo, Canis lupus familiaris mentre i lupi (quindi il lupo grigio, anche noto come lupo comune) sono Canis lupus.. in soldoni i cani sono una sottospecie dei lupi.

Ma, attenzione, questo non significa che il cane derivi dal lupo: in realtà i cani e i lupi attuali discendono entrambi da un antenato comune oggi estinto.

Di fatto cani e lupi sono cugini, un po’ come lo siamo noi e gli scimpanzé.

Quindi per questo si dice domesticazione del cane e non del lupo: il lupo non è una specie domestica.

 

La domesticazione del cane: la nascita del cane domestico

Perché affrontando la domesticazione partiamo dal cane? Perché si parla di domesticazione del cane per prima?

Perché

il cane è il primo animale addomesticato dall’uomo.

In linea generale la domesticazione degli animali inizia con il Mesolitico in cui, come vedremo, la vita preistorica subisce profondi cambiamenti.

Poi la domesticazione esplode con il Neolitico, quando gli esseri umani passano da essere cacciatori-raccoglitori a sedentari e nasce l’agricoltura. Quella del Neolitico è la nascita della domesticazione in generale mentre la domesticazione del cane è un’eccezione perché avviene prima, nel Paleolitico.

I primi cani domestici risalgono a circa 15mila anni fa, forse anche prima, quindi al Paleolitico superiore.

Quindi la domesticazione del cane è un fenomeno Paleolitico.

Naturalmente i reperti archeologici fossili, perlopiù tombe in cui sono stati sepolti anche cani insieme a corpi umani, ci danno una stima del periodo temporale. ma non sappiamo né sapremo mai esattamente dove e quando è realmente iniziata la domesticazione del cane.

Ma perché? Perché è avvenuto tutto questo? Perché è iniziata la domesticazione del cane?

 

Perché abbiamo addomesticato i cani?!

Perché un cacciatore-raccoglitore umano, un bel giorno, ha pensato bene di iniziare a nutrire un antenato del cane o ha deciso di riportare dalla caccia un cucciolo di cane rimasto orfano e allevarlo?
I motivi sono tanti: alcuni sono meramente utilitaristici, altri più complessi.

A livello meramente utilitaristico o, se preferite, pratico, il cane ha da sempre una funzione nella società umana: è un compagno di caccia e di difesa (o di attacco) efficiente e letale. Inizialmente, poi, ne abbiamo anche usato la pelliccia e mangiato la carne: anche questo ce lo dicono le tracce archeologiche.

Tutto questo è certamente vero, ma perché l’uomo e la donna del Paleolitico hanno deciso per il cane, hanno scelto proprio il cane tra tanti animali? Perché abbiamo iniziato con la domesticazione del cane?

Perché proprio il cane è stato il primo animale in assoluto ad essere addomesticato?
Indubbiamente vi erano altri animali abili nella caccia, forse anche di più! E certamente ve ne erano di più letali ed efficienti.
Inoltre, forse, sarebbe stato più sensato iniziare con erbivori, atti a produrre cibo invece che cacciarlo e certamente più facili da addomesticare..

Come abbiamo detto e ripetuto fino allo sfinimento, nel Paleolitico l’umanità era costituita da cacciatori-raccoglitori: in una società del genere la caccia è il nucleo della vita e un cane è quindi un compagno fondamentale, che può fare la differenza nella sopravvivenza di un gruppo umano, sia in termini di quantità di selvaggina cacciata che di vite umane preservate nel corso della caccia stessa.

Vi è poi anche una componente, diciamo, sociale.

I cani sono animali sociali che bene si adattano e si inseriscono in una società umana: questo è certamente vero ieri come oggi.
Ricordiamo infatti che l’addomesticamento ha più facce: c’è chi addomestica e chi si fa addomesticare.
Ancora oggi, con tutta la nostra intelligenza, dopo decadi di studi, noi non siamo in grado di addomesticare tutte le specie presenti sul pianeta: alcune sono e resteranno sempre selvatiche.

Quindi non solo noi abbiamo addomesticato il cane, è anche il cane che si è fatto addomesticare.
Il cane è stato scelto perché era utile ma anche utilizzabile, in un certo senso!

 

Perché il cane si è fatto addomesticare?

Danilo Mainardi, noto etologo, scrive: “un cane solo è un cane infelice”.
Beh, è vero.

Il cane è un animale sociale, infatti un cane confinato in casa o legato alla catena in un cortile diventerà in breve tempo aggressivo.
Quindi, certamente, il cane è per sua natura portato alla socialità.. come noi.

Il cane fa cure parentali, per certi aspetti molto simili a quelle che noi facciamo ai nostri figli.
Come chiunque abbia mai avuto un cane sa, un cucciolo cresciuto in famiglia si identificherà presto con gli altri umani piccoli presenti, trovando il suo naturale posto nella gerarchia famigliare, un po’ come un “figlio piccolo” (eternamente piccolo) della coppia/adulto umana/o e identificando i bambini presenti come sorta di “fratelli”.

Il cane infatti riconosce il concetto di gerarchia e vi si pone al suo interno naturalmente.. e tra l’altro non ritiene necessariamente di esserne a capo! Esistono certamente cani alfa, che richiedono un umano/a di riferimento dal polso fermo (attenzione: fermo, non violento o aggressivo!!), ma ce ne sono molti beta.. o omega! Come esistono umani alfa, beta e.. omega! D’altronde anche la nostra società è fortemente gerarchizzata e anche noi abbiamo radicato in noi il concetto di gerarchia.

Un gruppo, un clan, una famiglia.
Un cane, ieri come oggi, ha bisogno di un suo posto nel mondo, una casella in una gerarchia definita, come parte di un gruppo sociale che lo accolga con calore e gli dia la possibilità di vivere un’individualità, certo, ma
 come parte di un tutto ordinato da una disciplinata sicurezza.

A tutto questo va unito un fatto che spesso viene trascurato: il fattore primate. Perché non esiste solo la domesticazione del cane ma anche quella dell’umano..

 

Come il cane si è evoluto per vivere con gli umani

Noi siamo dei primati e indovinate un po’?

Come gli altri primati noi umani abbiamo la tendenza a provare intrinseca tenerezza e attrazione per i cuccioli di alcune specie che presentano determinate caratteristiche che ci ricordano i nostri di cuccioli.
Ad esempio testa e occhi grandi, morbidezza del manto, emissione di particolari suoni, ecc.

Non a caso l’evoluzione tramite la selezione naturale ha donato al cane moderno diverse caratteristiche neoteniche: ebbene sì, come dicevamo, la domesticazione ha portato con sé vere e proprie modifiche fisiche nel cane!

Ma cosa sono le caratteristiche neoteniche, ossia la neotenia?
Il fenomeno evolutivo della neotenia è quello per cui negli individui adulti di una specie permangono caratteristiche morfologiche, fisiologiche e comportamentali tipiche delle forme giovanili.

Per capirci meglio facciamo un esempio forse banale di caratteristica neotenica nel cane: l’abbaiare.
I lupi abbaiano solo da cuccioli poi smettono di farlo: certamente emettono altri suoni, come gli ululati, però non abbaiano più da adulti.. mentre i cani abbaiano per tutta la vita.
Perché l’evoluzione ha plasmato così i cani? Semplice: perché a noi piace

La domesticazione del cane è stato anche questo: modificare il cane a livello genetico per adattarlo a noi e alla nostra vita.

Nel corso dei millenni il cane ha subito modificazioni a livello celebrale che gli permettono oggi di comprenderci con uno sguardo, di capire i nostri gesti e, in molti casi, di arrivare a comprendere diverse parole umane.
D’altronde noi siamo primati e i primati amano comunicare ed essere capiti!

Abbiamo parlato di questo nella puntata 19 relativa alla nascita del linguaggio umano.. rimando a questo proposito al lavoro di Juliane Kaminski, del Max Planck Institute, che ha dimostrato come Rico (un cane Border Collie) fosse in grado di capire oltre 200 parole; lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Science.

 

Come i cani ci hanno addomesticato

In ogni caso come il cane si è fatto addomesticare e si è modificato nei millenni per essere anche adatto a noi, per piacerci sia caratterialmente che esteticamente, anche noi umani ci siamo addomesticati alla vita con lui.

Nei millenni abbiamo sviluppato resistenza e immunità alle sue malattie – infatti molte comuni malattie canine non sono affatto pericolose per noi: noi non possiamo prenderle -, abbiamo sviluppato un’innata attrazione verso il suo pelo e ben poche persone oggi non trovano teneri i cuccioli di cane!

Certamente vi sono state, e vi sono tutt’oggi, culture che hanno forti pregiudizi nei confronti dei cani.. ma anche in questi popoli vi sono persone amano i cani e li scelgono come membri della famiglia.
Non è curioso?! Una passione, un amore così profondo da superare i pregiudizi culturali, non può che essere innato e con solide basi biologiche.. e infatti c’è una base genetica!

È stato dimostrato che l’amore di noi umani per i cani, l’empatia e il trasporto emotivo che proviamo per loro (o, perlomeno, che alcuni di noi provano!) ha per oltre il 50% basi generiche.
Insomma, ci piacciono i cani perché la genetica ci ha programmato perché fosse così.. perché siamo fatti così: è scritto nel nostro DNA.. o almeno in quello di alcuni di noi!

Quindi il processo di domesticazione del cane è stato duplice: noi abbiamo addomesticato i cani e li abbiamo modificati anche a livello genetico e loro hanno fatto lo stesso con noi umani!

A questo punto molti di voi chiederanno come possa essere possibile.. è molto semplice: la selezione naturale ha agito anche su di noi.

Evidentemente il cacciatore-raccoglitore paleolitico che era geneticamente portato a relazionarsi con i cani aveva più possibilità di cacciare, nutrirsi e sfamare la propria prole. E quindi di lasciare più discendenti su questa Terra.. discendenti che avevano alte probabilità di avere il tratto genetico distintivo che li rendeva empatici nei confronti dei cani, tratto distintivo che, a sua volta, ne avrebbe favorito indirettamente la prosperità e un più alto tasso riproduttivo. Ed ecco fatto.

 

I gatti di Koko la gorilla

La domesticazione del cane poi vede le sue radici nella genetica del nostro essere primati che porta noi umani naturalmente a provare sentimenti di amore e affetto diciamo inter-specie.

Sempre relativamente ai primati è importante considerare un fatto: vi sono molti casi documentati di adozione da parte di primati non umani di cuccioli di altre specie.
Tra questi ve ne voglio raccontare uno a mio parere molto interessante.

Nella puntata n19 dedicata alla nascita del linguaggio umano abbiamo citato la gorilla Koko, di Francine Patterson, che ha imparato oltre 1000 segni del linguaggio dei muti, arrivando a modificare alcuni segni e crearne una sua versione gorillesca.

Bene, Koko amava i gatti.

Nel 1983, quando Koko aveva 12 anni, chiese di poter avere un gatto da compagnia: le venne dato un gatto di peluches e la cosa la rese triste invece di felice. Un anno dopo le venne deciso di affidare a Koko un gatto vero e, negli anni successivi, altri gatti si unirono al gruppo.
Koko si dimostrò molto affettuosa con il gattino e con tutti quelli che seguirono: trattava i gatti nello stesso modo con cui avrebbe trattato un cucciolo di gorilla.

Qui potete vedere video della gorilla Koko con i suoi gatti: la dolcezza e la grazia con cui questa enorme gorilla tratta dei piccoli gattini è davvero affascinante!

Tra l’altro, se è vero che la nostra naturale propensione ad allevare e amare animali non umani e includerli nel nostro gruppo ha solide basi genetiche, al punto da condividerla con gli altri primati, è anche vero che, dall’altra parte, anche i cani sono naturalmente portati per questa commistione inter-specie.

Come molti di voi avranno avuto esperienza, i cani non hanno problemi ad accogliere nella cucciolata un cucciolo di una specie diversa o ad adottare, allattare e crescere un orfano di una diversa specie. C’è ampia documentazione in letteratura scientifica in proposito, ma anche nella semplice cronaca quotidiana si può leggere di cani che hanno cresciuto gatti, scimmie, anatre e tanti altri animali!

 

Tombe preistoriche di cani

In chiusura ci tengo a sottolineare un concetto strettamente legato all’origine della domesticazione del cane.

Come sappiamo che 15mila anno fa noi è iniziata la domesticazione del cane, ossia che noi umani abbiamo addomesticato i cani? Perché abbiamo, dicevamo, tracce fossili di cani domestici, quindi diversi dai lupi selvatici.
E da dove vengono queste traccie fossili? Dalle tombe.

E già.

15Mila anni fa degli uomini e delle donne primitivi, che vivevano nell’attuale Belgio, Ucraina e Russia, hanno ritenuto opportuno dare degna sepoltura a dei cani, tra l’altro nella stessa tomba in cui hanno deposto dei corpi umani.

Certo, so cosa pensate. Forse i cani sono stati sacrificati per accompagnare gli umani nell’aldilà.
Ma anche se si fosse trattato di un sacrificio, questi non sono animali sacrificati come cibo o offerta votiva: queste sono tombe, tombe in cui i cani sono deposti con allo stesso modo degli umani. E anche se fossero stati uccisi apposta si tratterebbe di compagni, non di offerte, al pari dei sacrifici umani.

E tutto questo ha attraversato la storia e i millenni, attraverso culture e civiltà più o meno ricettive, lasciando tracce di sé in molte altre tombe, incisioni, opere d’arte e scritti.

A questo proposito voglio concludere con le parole di Lord Byron, famoso poeta inglese, che nel 1806 scrisse questo epitaffio sulla tomba del suo amato Boatswain, un cane Terranova:

In questo luogo giacciono i resti di una creatura che possedette
la bellezza ma non la vanità,
la forza ma non l’arroganza,
il coraggio ma non la ferocia
e tutte le virtù dell’uomo
 senza i suoi vizi.

Chissà cosa avrebbe pensato il primo o la prima sapiens che ha riportato dalla caccia quel cucciolo di cane orfano e ha deciso di allevarlo se avesse saputo che quello era solo il primo passo di un lungo, lunghissimo, cammino di reciproca domesticazione tra due specie!

A questo punto però i gattofili che sono tra voi si chiederanno: e il gatto?? Ok questa era la domesticazione del cane ma quando è avvenuta la domesticazione del gatto?? ne parleremo più avanti.. 

Bene, con la domesticazione del cane salutiamo il Paleolitico europeo e con la prossima puntata entriamo in un altro momento della storia europea: il Mesolitico.

 

FONTI

  • Cyclic changes in hormonal, physical, behavioral, and linguistic measures in a female lowland gorilla, F. Patterson, Am. J. Primatol, 1991.
  • Complete mitochondrial genomes of ancient canids suggest a European origin of domestic dogs, O. Thalmann, Science, 2013.
  • Evidence of large genetic influences on dog ownership in the Swedish Twin Registry has implications for understanding domestication and health associations, Tove Fall e altri, Sci. Rep., 2019.
  • Fossil dogs and wolves from Palaeolithic sites in Belgium, the Ukraine and Russia: Osteometry, ancient DNA and stable isotopes, M. Germonpre, Journal of Archaeological Science, 2009.
  • Il cane secondo me, Danilo Mainardi.
  • Taming the Past: Ancient DNA and the Study of Animal Domestication, David E. Machugh, Greger Larson e Ludovic Orlando, Annual Review of Animal Biosciences, 2016.

Qui potete trovare la bibliografia con tutte le fonti su cui si basano gli articoli di questo sito e del podcast di storia d’Europa.