I petroglifi della Tomba di Pietra # ep 43

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

I petroglifi della Tomba di Pietra # ep 43

I petroglifi della tomba di pietra

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In questa puntata del podcast di Storia d’Europa si parla dei petroglifi della Tomba di Pietra.

Kam”jana Mohyla ossia la Tomba di Pietra è un sito archeologico sito in nell’oblast di Zaporižžja che era Ucraina fino a poco tempo fa e poi è stato invaso dalla Russia e annesso nel settembre del 2022.

In questo sito, disposti in un’ampia area di oltre 3000 metri quadrati, si trovano delle grosse pietre alte anche 12 metri di arenaria sulla cui superficie sono presenti dei petroglifi. Il sito è noto come i petroglifi della Tomba di Pietra.

Intanto: cosa sono i petroglifi? Sono incisioni su roccia o pietra tipiche dell’arte preistorica.

Quindi queste sono pietre in cui sono presenti delle incisioni.

Il sito archeologico è su una collina dove vi sono delle grotte, sia artificiali che naturali: la collina appare come una collina sabbiosa coperta da grandi massi, con grotte qui e là. Originariamente le pietre incise si trovavano tutte dentro le grotte.

Alcune di queste pietre incise sono oggi esposte all’aria aperta, mentre altre sono ancora seppellite sotto la sabbia dentro alle grotte.
Già, sabbia.. per millenni questo sito fu un’isola del fiume Molochna: oggi il fiume scorre più a ovest.

La storia del sito della dei petroglifi della Tomba di Pietra è davvero interessante..

 

La storia del sito dei petroglifi della Tomba di Pietra

La scoperta del sito dei petroglifi della Tomba di Pietra risale a più di tre secoli fa.

La prima descrizione giunta fino a noi è quella di Johann Jakob, botanico e naturalista tedesco, che notò le strane pietre e ne scrisse nel suo resoconto di viaggio negli anni 30 del ‘700. Ma il suo non era certo un viaggio di piacere: Jakob era ufficiale medico al seguito dell’esercito russo durante la guerra russo-turca (1735-39) e quindi queste pietre non dovettero stimolare particolarmente l’interesse in lui né nei suoi lettori.

Oltre un secolo dopo, a fine ‘800, qualcuno lesse con maggiore interesse questi resoconti di viaggio e li unì ai racconti, quasi leggende, della gente del luogo. Si pensò che il sito potesse contenere qualcosa di davvero interessante.

Nel 1889 così l’archeologo Nikolay Veselovsky venne qui inviato dall’università di San Pietroburgo per investigare sulla natura del sito dei petroglifi della Tomba di Pietra e delle sue misteriose pietre.

Veselovsky non era un professore universitario qualsiasi: archeologo e orientalista, membro dell’accademia delle scienze, fu un archeologo di grande fama. Fu lui a guidare gli scavi a Samarcanda e suoi furono i primi scritti scientifici sui monumenti architettonici della città stessa. E fu sempre lui a scoprire i resti preistorici dalla costa del Mar Nero di Maykop kurgan.
Grande studioso, archeologo di altissimo livello, unì un attento lavoro di ricerca sui testi con una lunga e variegata esperienza sul capo, dirigendo in prima persona gli scavi in Asia.
Purtroppo la sua vita si concluse male.

Nel 1917 scoppiò la Rivoluzione d’Ottobre: Nikolay Veselovsky si trovava a San Pietroburgo. La rivoluzione russa distrusse molti aspetti della cultura russa: tutto ciò che era stato parte del mondo imperiale venne rinnegato, compresi l’arte e la cultura.. Nikolay Veselovsky, ormai 70enne, cercò di preservare il suo lavoro e le sue ricerche, ma venne travolto da quello schiaccia sassi che sono tutte le rivoluzioni. Morì l’anno dopo, nel 1918, in miseria.

Tornando a noi..

Dicevamo.. venne inviato a studiare il sito dei petroglifi della Tomba di Pietra il famoso archeologo Nikolay Veselovsky: gli scavi vennero iniziati nel 1890 con la speranza di trovare tesori e fare grandi scoperte. In breve però venne stabilito che si trattava di un kurgan.

Cos’è un kurgan?
Un kurgan è un tumulo, che appare simile ad una collina, costruito sopra una tomba.
Le prime tombe di questo tipo risalgono all’Eneolitoco, le più recenti sono del Medioevo. Queste tombe spesso costituivano l’eterna dimora di persone importanti che venivano seppellite con oggetti preziosi, armi e cavalli.

La delusione fu grande.
Se si trattava di una tomba a tumulo, reperto non poi così raro in Russia, per di più abbastanza antico da non contenere oro e preziosi tesori. Quindi il tutto non valeva lo sforzo.. certamente non quello di utilizzare il tempo e il lavoro di uno studioso così famoso. Di conseguenza le ricerche vennero concluse e il sito dei petroglifi della Tomba di Pietra dimenticato.

Una tomba di pietra di un lontano passato preistorico. Un’altra. A chi poteva interessare?

Poi 40 anni dopo, negli anni 30 del Novecento, il museo di storia locale della zona decise di riconsiderare il sito dei petroglifi della Tomba di Pietra.

Ma soprattutto le misteriose pietre destarono l’interesse di Valentin Danylenko, un giovane impiegato appena 20enne del museo. I suoi studi, ma soprattutto la sua ostinazione – arrivò a scrivere all’accademia delle scienze sovietica! -, fecero ricominciare le ricerche.

Così nel 1938 qui venne inviata una spedizione archeologica guidata da Otto Nikolaevich Bader, noto archeologo sovietico. E poi..
E poi nel 1941 la Germania nazista invase l’Unione Sovietica.

Con la seconda guerra mondiale gli scavi vennero interrotti.. e alla fine della guerra Bader non potè riprendere il lavoro: pur essendo nato in Ucraina, Bader era di origine tedesca e per questo venne mandato, in una sorta di esilio, in una regione lontana della Russia orientale, vicino al Kazakistan, a studiare fossili. Il suo lavoro in Ucraina fu così interrotto e il sito dei petroglifi della Tomba di Pietra abbandonato.

Negli anni 50 si riprese nuovamente a studiare il sito dei petroglifi della Tomba di Pietra, anche perché in quest’area era in progetto la costruzione di una diga che avrebbe dovuto sommergere l’intera area, progetto che per fortuna venne accantonato.

Due furono gli studiosi che fecero ricerca nel sito: V. N. Danilenko e M. Ya Rudinsky.
Entrambi scoprirono delle grotte e delle tombe, entrambi dedicarono anni e attenzione al sito, ma non lavorano mai insieme: purtroppo avevano idee diametralmente opposte circa l’origine del sito dei petroglifi della Tomba di Pietra e non riuscirono mai a unire le forze. Pubblicarono due poderosi testi relativi allo studio di Kam”jana Mohyla con lo stesso titolo, entrambi pubblicati postumi.

Fondamentalmente le ipotesi erano queste:

  • Danilenko riteneva che il Kam”jana Mohyla risalisse al Paleolitico
  • Rudinsky riteneva che il Kam”jana Mohyla risalisse al Neolitico

La disputa nacque per un motivo semplice: uno dei più grandi petroglifi rappresenta l’immagine di un mammut o di un toro.

Ora.. un mammut dimostrerebbe che il disegno venne tracciato quando ancora vi erano mammut nella zona, quindi nel Paleolitico, mentre un toro dimostrerebbe che queste incisioni vennero fatte nel Neolitico. Infatti il toro che non esisteva prima del Neolitico, prima c’era la sua versione selvatica, l’uro.

Comunque.. i partecipanti alla discussione morirono negli anni Settanta e Ottanta, rimanendo con le loro opinioni e continuando, ciascuno a suo modo, a chiamare la grotta con il nome della controversia “Bull Grotto” e “Mammoth Grotto”.

Se volete potete osservare voi qui sotto la foto dell’incisione incriminata.. è un toro o un mammut?! A me pare un facocero..

Kam"jana Mohyla petroglifo di un mammut o un toro

Il sito dei petroglifi della Tomba di Pietra fece parlare di se poi negli anni 90, quando l’orientalista Kifishin ipotizzò le incisioni sulle pietre di Kam”jana Mohyla fossero una sorta di antichissima scrittura, una proto-scrittura sumerica.

Questa ipotesi ebbe ampia risonanza al di fuori della comunità scientifica e ancora oggi è ritenuta valida da alcune credenze popolari.

 

Come sono i petroglifi della Tomba di Pietra?

Ma com’è questo sito archeologico?
Cosa c’è da vedere a Kam”jana Mohyla?

Il sito contiene 87 grotte e caverne, 65 delle quali hanno conservato migliaia di petroglifi, disegni e simboli.

Alcune pietre hanno tracce di vernice rossa, dipinte nell’antichità ma più recenti rispetto a quando furono realizzate le incisioni.
Le incisioni sono state realizzate con pezzi di quarzo, quindi pietre più dure in grado di incidere la pietra arenaria. Alcune delle pietre usate probabilmente come attrezzi sono state rinvenute nella zona.

Le incisioni rappresentano quasi tutte animali, è opinione comune che lo scopo di queste incisioni fosse una sorta di rituale magico per favorire la caccia.

La cronologia dei petroglifi della Tomba di Pietra copre un vasto periodo che va dal Paleolitico superiore o dal Neolitico al Medioevo, più precisamente dal XXIV-XX millennio a.C. al X-XII secolo d.C..

Né nel sito stesso, né nelle immediate vicinanze sono stati rinvenuti insediamenti umani associabili al monumento. In alcune vicinanze di Kamennaya Mogila, sono stati identificati insediamenti paleolitici, neolitici e dell’età del bronzo, ma non è stata trovata alcuna connessione diretta con Kamennaya Mogila stessa.
Sulla base di ciò si è concluso che il sito fosse utilizzato esclusivamente per scopi religiosi. Questo anche considerando che quasi tutte le immagini sono all’interno delle grotte, forse per proteggerle o per indicarne una certa aura sacra.

I petroglifi della Tomba di Pietra oggi

Oggi i petroglifici sono in pericolo: esposti alle intemperie e ai vandali, alcuni si sono molto deteriorati.. se poi consideriamo i recenti fatti avvenuti in questo luogo e la guerra in corso..

In ogni caso quando questa zona era ancora Ucraina, nel 2006, Kamyana Mohyla è stata candidata a Patrimonio dell’Unesco. E poi, proprio mentre con tutta calma la candidatura pareva andare avanti, a settembre del 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina trasformando questo territorio in una zona di guerra.

Cosa succederà in futuro? Che ne sarà della tomba di pietra? Probabilmente dormirà altri anni, forse decenni, in attesa di tornare a essere studiata.. in ogni caso, speriamo, sopravviverà al tempo e alle vicende umane in attesa di tempi migliori come ha sempre fatto!

 

Ci tengo a precisare che alcune delle fonti grazie a cui ho scritto questa puntata, fonti che trovate su Wikipedia nella versione russa, sono in russo (e che qui preferisco non linkare..). Io non parlo russo: come è ovvio mi sono fatta aiutare nella consultazione dei testi da un traduttore.
La foto del mammut/toro viene da Wikipedia.

Qui potete trovare la bibliografia con tutte le fonti su cui si basano gli articoli di questo sito e del podcast di storia d’Europa.