14# La (nostra) vita paleolitica

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

14# La (nostra) vita paleolitica

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Abbiamo visto nella scorsa puntata com’è il mondo nel Paleolitico medio e superiore, com’è l’ambiente.. bene oggi vedremo come vive in questo ambiente l’homo sapiens, ossia come noi vivevamo nella Preistoria.

Prima di tutto..

 

Le culture paleolitiche

Se prendete un qualunque libro di storia specialistico dedicato alla preistoria potrete leggervi l’identificazione in ciascuna parte del Paleolitico, quindi del Paleolitico inferiore, medio e superiore, di “culture” dei vari ominidi.

Queste “culture” sono identificate e classificate sulla base delle loro produzioni litiche, ossia degli strumenti litici, fatti di pietra come schegge, raschiatoi, spatole, punteruoli ecc..

Non tratterò la descrizione dettagliata di queste culture perché si tratta di un argomento specialistico, molto tecnico e, devo dire, un filo noioso e che nulla aggiunge alla comprensione di questo periodo storico.
Per dare un’idea però voglio citare alcune delle più note culture del Paleolitico medio e superiore:

  • Musteriano, da circa 120mila a circa 40-35mila anni fa (nel Paleolitico medio): i manufatti di questa cultura sono caratterizzati da un perfezionamento delle tecniche di lavorazione; il nome deriva dal sito di Le Moustier in Dordogna, Francia.
  • Castelperroniano, 40mila-34mila anni fa circa (nel Paleolitico superiore): “cultura” presente in Francia, Spagna e nell’Italia centro-meridionale: si tratta di una cultura di transizione dalle culture musteriane ed è principalmente realizzata da Neanderthal.
  • Aurignaziano (o “aurignaciano”), 39-34mila a 26-21mila anni fa circa (nel Paleolitico superiore): questa “cultura” realizza manufatti litici ricavati soprattutto da lame, inoltre porta alla diffusione di manufatti in osso; il nome deriva dal sito di Aurignac in Francia.

Attenzione!
Ricordate che 
è pericoloso identificare un tipo di ominide o comunque un gruppo umano con una cultura litica: gli autori degli stessi strumenti possono essere diversi di luogo in luogo e di volta in volta.

In ogni caso dal tipo di strumenti litici giunti fino a noi è possibile capire molte cose relativamente alla vita quotidiana dei loro autori: certo non si può desumere tutto ma questi elementi, uniti ad altri reperti archeologici, dicono davvero molto!

 

Un mondo gelido 

Come abbiamo detto nella scorsa puntata, nel Paleolitico superiore vi è la Glaciazione di Würm, l’ultima grande glaciazione, che dura fino alla fine del Paleolitico stesso. Questa glaciazione raggiunge il suo massimo, con la massima espansione dei ghiacci, circa 20mila anni fa, con l’Ultimo Massimo Glaciale (Last Glacial Maximum, LGM).

Gran parte del nord Europa è coperto dai ghiacci, di fatto è un unico grande ghiacciaio, con un ambiente simile a quello dell’attuale Antartide.
A livello geografico l’aspetto dell’Europa è diverso da oggi nel Paleolitico superiore: oltre ad ampi tratti di mare assenti perché ricoperti da ghiacci, in generale la presenza di immensi ghiacciai porta all’abbassamento del livello del mare in tutto il continente, ridisegnandone la forma.

E se il Canale della Manica è un’innevata pianura solcata da fiumi, il sud della Francia ha chilometri di praterie che, oggi, costituiscono il fondo del mare.
Nella nostra penisola italica, poi, la Pianura Padana continua fino all’attuale città di Ancora: il Mare Adriatico, infatti, quasi non c’è e la vasta pianura è solcata da un immenso fiume costituito dall’attuale Po, Adige, Piave e altri fiumi degli attuali Balcani.

Queste immense praterie, presenti nel centro Europa con la steppa tundra e a sud con la steppa forestale sono popolate da una fauna preistorica.
La steppa tundra è nota anche come steppa dei mammut: il mammut ne è un po’ il simbolo anche se non è l’unico animale presente. Qui corrono anche renne, rinoceronti lanosi, cavalli, stambecchi, cervi giganti, bisonti, volpi, lepri e vi cacciano lupi, leoni e orsi.. e naturalmente umani!

Dicevamo punte di freccia, zagaglie, raschiatoi.. questi strumenti uniti ai resti fossili di animali macellati e, vedremo, alla produzione artistica paleolitica, ci dicono che l’uomo sapiens, l’uomo preistorico è un cacciatore: infatti il Paleolitico superiore è l’età d’oro dei cacciatori secondo molti archeologi.

 

Come e cosa cacciano gli uomini del Paleolitico? 

Nel Paleolitico gli esseri umani per cacciare utilizzano strumenti che si costruiscono da soli: zagaglie – la zagaglia è una sorta di lancia che permette di essere lanciate a decine di metri di distanza (e, tra l’altro, queste zagaglie preistoriche risultano ben bilanciate e utilizzabili anche oggi, a migliaia di anni di distanza!)-, frecce dalle punte in pietra e asce in pietra, punteruoli.

Tra i resti di animali macellati vi è una prevalenza di stambecchi, renne, cervi e cavalli.. ma sono cacciati anche altre specie di animali sia di grandi che di piccole dimensioni.

A differenza di quello che il cinema e la letteratura ci hanno insegnato, i mammut sono cacciati ma non sono la preda principale: si tratta, inoltre, spesso di mammut molto giovani, anche di pochi mesi, dei cuccioli quindi (anche se non mancano individui più adulti).

Sono cacciati e mangiati anche pesci, uccelli e molluschi.

In linea generale le prede preferite sono diverse in base alla zona: ad esempio nel nord-est Europa e attuale Russia prevalgono i mammut, mentre nella penisola italica gli stambecchi e le renne.

Gli uomini del Paleolitico non disdegnano poi le carogne fresche: ossia consumano animali morti di cause naturali da poco o prede di altri predatori quando riescono ad impadronirsene o li trovano per caso.

La continua ricerca di nuove prede porta i cacciatori paleolitici ad esplorare terre (relativamente) lontane e difficili da raggiungere: sono giunti fino a noi resti che indicano la presenza umana in isole o ad alta quota.

 

I vestiti paleolitici

Tra 72mila e 42mila anni fa gli abiti diventano di uso comune nei vari gruppi umani.

Come facciamo a saperlo?
Dalla presenza tra i resti fossili umani della sequenza genetica del pidocchio del corpo (Pediculus humanus corporis), che si annida, ieri come oggi, nei vestiti, ossia necessita della presenza dei vestiti per vivere.
Attenzione, so cosa pensate: i pidocchi potrebbero annidarsi nei capelli.. sbagliato!
Il pidocchio del corpo o dei vestiti è simile esteticamente ma diverso geneticamente da quello dei capelli (infatti i pidocchi dei capelli e quelli dei vestiti si possono accoppiare tra di loro ma generano prole sterile); pii, certo, entrambi si nutrono di sangue.

I vestiti nel Paleolitico sono fatti di pelli animali conciate e decorati con conchiglie, ossa, corna e denti.
Non è un caso che con l’avanzare del Paleolitico aumenti il numero di raschiatoi giunti fino a noi: i raschiatoi sono strumenti usati per conciare le pelli.

 

Le abitazioni paleolitiche

L’ambiente freddo probabilmente spinge gli abitanti del Paleolitico superiore a migliorare la qualità delle abitazioni che diventano più complesse e rifinite.

Queste case preistoriche hanno una forma ovale, un diametro di circa 5 metri in media e sono semi interrate, al loro centro c’è un grande focolare.

Le strutture delle abitazioni paleolitiche sono fatte spesso di ossa di animali (anche centinaia di ossa!), come le grandi ossa di mammut ma non solo, o di legno: questo “scheletro” viene poi coperto con pelli animali.

Le abitazioni vengono costruite vicino ai corsi d’acqua, all’imbocco di caverne o sotto ripari di roccia.
I territori dove sono situate sono inoltre ben definiti: nelle loro vicinanze vi sono zone di caccia e di raccolta di vegetali.

Considerate che queste abitazioni devono proteggere non solo dai predatori ma dal clima: nei periodi peggiori la temperatura scende anche a -30C e il vento soffia feroce!

 

L’inizio di una società

Abitazioni, caccia e vestiti.. un ultimo tassello unisce noi a questi antichi uomini preistorici: il contatto tra gruppi.

I ritrovamenti archeologici hanno dimostrato lo scambio di strumenti litici e decorazioni tra gruppi: conchiglie decorate hanno viaggiato per chilometri, fino ad arrivare in luoghi remoti, distanti dal mare da dove provenivano.
Questo può essere testimonianza se non di veri e propri scambi commerciali almeno di scambi tra gruppi e quindi di incontri tra comunità diverse: una rete di rapporti in cui gruppi umani diversi si influenzavano reciprocamente.

 

Abbiamo citato brevemente la presenza di decorazioni tra i ritrovamenti archeologici del Paleolitico superiore: questo è un fatto davvero molto importante perché testimonia la nascita dell’attività simbolica.
Non a caso nella seconda parte del Paleolitico nasce l’arte.. ma della meravigliosa arte preistorica parleremo nella prossima puntata!

 

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