La scomparsa delle foreste d’Europa # ep 38

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

La scomparsa delle foreste d’Europa # ep 38

La scomparsa delle foreste d’Europa

Ascolta “Ep38 – Le antiche foreste neolitiche d’Europa” su Spreaker.


Ascolta “Ep37 – Dove sono finite le antiche foreste d’Europa?” su Spreaker.

In questa puntata del podcast di Storia d’Europa si parla della scomparsa delle foreste neolitiche.

“Circa 8.000 anni fa uno scoiattolo avrebbe potuto saltare da un albero all’altro da Lisbona a Mosca senza toccare terra”.
Ebbene sì: all’inizio del Neolitico l’Europa era un immenso bosco.

E questo non lo dico io, e non lo dice neanche mio cuggino che ha studiato su FB, ma lo dice Neil Roberts, professore di geografia fisica dell’università di Plymouth, nel Regno Unito.

Secondo una ricerca effettuata da questa università e il cui autore principale è lo stesso dottor Roberts, negli ultimi 6000 anni oltre la metà delle foreste europee è scomparsa: la causa di ciò è stata sia la necessità di far spazio ai terreni agricoli (quindi far spazio all’agricoltura, alle coltivazioni), sia per la sempre più alta richiesta di legno da parte dell’umanità.

E a cosa ci è servito tutto questo legno? A cosa è dovuta una così massiccia scomparsa delle foreste d’Europa?
A molte cose: come legna da ardere per scaldarci, come materiale per realizzare manufatti e attrezzi, per costruire barche, carri e altri mezzi di trasporto.

Ma facciamo prima un piccolo passo indietro.

 

Le grandi foreste neolitiche

Come è stato possibile capire com’era la geografica fisica dell’Europa 8000 anni fa?
Come si può affermare con certezza che sia avvenuta una scomparsa delle foreste e che in passato l’Europa era tutta un bosco?

Si può dire in base a uno studio sui pollini fossili prelevati in oltre 1000 siti d’Europa: questi pollini sono poi stati datati usando la tecnica del carbonio 14.

Per chi di voi fosse interessato preciso che lo studio dei pollini ha un nome: palinologia!

La Palinologia è la scienza interdisciplinare che studia il polline e altri elementi biologici microscopici (spore di muschi, felci e funghi, cisti delle alghe), attuali e fossili. Questo studio serve anche per comprendere le trasformazioni ambientali date dall’interazione tra esseri umani e ambiente.

Comunque torniamo a noi..

In questa ricerca è stato analizzato il polline di oltre 1.000 siti europei e sono stati combinati tre diversi metodi di analisi dei dati sui pollini presi dall’European Pollen Database.

I risultati di tutto questo hanno mostrato che la copertura forestale europea è variata nella preistoria:
11.000 anni fa (all’inizio del Neolitico) le foreste sono aumentate del 60% e 6.000 anni fa (alla fine del Neolitico) l’aumento è arrivato al 80%.

Essenzialmente nel Neolitico più di due terzi dell’Europa centrale e settentrionale erano immense foreste.

E poi cosa è successo?

 

La scomparsa delle foreste europee

Come abbiamo detto fino allo sfinimento nel Neolitico è nata l’agricoltura: per coltivare i campi è stato necessario eliminare le foreste.
Ed ecco che l’umanità ha iniziato a disboscare! E questo ha portato alla progressiva scomparsa delle foreste.

Infatti così è iniziato un lento e graduale, ma inesorabile, consumo delle foreste europee: questo declino del manto forestale è accelerato verso la fine dell’Età del Bronzo.. ed è proseguito fino ai giorni nostri!

Tra l’altro, come evidenzia il professor Roberts, uno degli elementi più sorprendenti che emerge dalla ricerca è il fatto che il momento di maggior consumo delle foreste, il picco del disboscamento si è raggiunto entro la fine dell’Età del Bronzo (tra 3400 a.C. e il 1100 a.C., nela seconda età dei metalli).
Ad esempio il 20% delle foreste britanniche era già scomparso alla fine dell’Età del Bronzo.

Questo è davvero interessante: tutti noi siamo portati a pensare che il disboscamento e la scomparsa delle foreste sia un problema soprattutto recente, degli ultimi secoli (e, certamente, in parte, questo è anche vero!).. ma il vero culmine del disboscamento in Europa lo abbiamo raggiunto nell’Età del Bronzo.

 

Biodiversità e disboscamento preistorico

Tra l’altro questa ricerca ci fa riflettere anche su alcuni aspetti più generali della geografia fisica e storica.

Se ci pensiamo, molti dei paesaggi che noi oggi amiamo e proteggiamo sono frutto proprio di questo disboscamento preistorico e della conseguente scomparsa delle foreste! E questi paesaggi sono oggi gli habitat di molte specie animali e vegetali che non esisterebbero se l’Europa fosse rimasta un bosco.
Ad esempio la brughiera inglese.

Attenzione!
Non sto scusando la deforestazione, né voglio darle un alibi.. sto solo dicendo che eventi così antichi hanno, nei millenni, portato a conseguenze non solo negative ma anche positive, come l’aumento della biodiversità.

Come scrive il dottor Roberts a proposito della scomparsa delle foreste e qui cito: “in generale, la perdita di foreste è stata una caratteristica dominante dell’ecologia del paesaggio europeo nella seconda metà dell’attuale periodo interglaciale, con conseguenze per il ciclo del carbonio, il funzionamento degli ecosistemi e la biodiversità.

 

Ciò che resta delle antiche foreste d’Europa

In ogni caso, facendo i conti della serva, il fatto che emerge da questa ricerca è che negli ultimi 8000 anni la metà delle foreste d’Europa sono scomparse!
In Europa il minimo forestale, la dimensione minima delle foreste europee si è raggiunta 200 anni fa.

Naturalmente la scomparsa delle foreste non è uniforme nelle nazioni europee.
In alcune nazioni come l’Inghilterra sono quasi scomparse (oggi ne resta solo il 10%), mentre in altre la superficie boschiva si è “solo” (si fa per dire) dimezzata.

Questo è legato agli eventi storici che hanno interessato i paesi in questione e, certamente, anche al numero della popolazione: un paese densamente popolato, come ad esempio l’Italia, ha, in media, un impatto maggiore sul proprio ambiente.

Oggi in Europa vengono tagliati più alberi di quelli che si dovrebbe: il problema della deforestazione in Europa è grave anche se non se ne parla molto. Di fatto la scomparsa delle foreste europee continua tutt’oggi.

Le antiche foreste europee sopravvivono ancora oggi, ma sono minacciate più di ieri: si pensi alla foresta boreale tra Svezia, Finlandia e Russia e alle foreste primordiali di Maramures in Romania (più precisamente nel nord del paese al confine con l’Ucraina, nella regione storica della Transilvania).

Ho trattato nel dettaglio della deforestazione europea e dell’attuale mafia del legno nell’episodio 37 del mio altro podcast Europa Grand Tour dedicato al vivere viaggiare e conoscere l’Europa: trovate sotto la puntata audio e qui il link alla trascrizione sul sito di Europa Grand Tour.

E ora lasciamo la triste scomparsa delle foreste europee per trattare dei siti palafitticoli preistorici delle Alpi! Non li conoscete?! eppure sono più di 1000!

Qui potete trovare la bibliografia con tutte le fonti su cui si basano gli articoli di questo sito e del podcast di storia d’Europa.