3# I primi europei

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

3# I primi europei

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La storia dell’umanità inizia in Africa.
Con l’uscita dall’Africa il nostro antenato, il primate di genere Homo, migra prima in Asia e successivamente in Europa.

Sulla base dei reperti archeologici, dei fossili, fino ad oggi ritrovati, possiamo dire che l’Europa inizia ad essere abitata dai primi ominidi circa 1 milione di anni fa: secondo alcuni studiosi 900mila anni fa, secondo altri 1,2 milioni di anni fa (le datazioni sono ad oggi discusse).

Questi ominidi viaggiatori sono degli Homo erectus

 

Le migrazioni preistoriche

Ma perché avviene questa migrazione?

Innanzitutto va ricordato che la migrazione degli ominidi è completamente diversa da quella delle popolazioni umane moderne.

Si tratta di una migrazione che avviene nell’arco dei millenni e per motivi diversi da quelle attuali.

Gli spostamenti degli ominidi preistorici possono essere motivati da mutazioni climatiche, per seguire le prede (ricordiamo che questi ominidi sono predatori, abili cacciatori per cui la carne ha un ruolo fondamentale nella dieta!). Inoltre queste migrazioni avvengono seguendo tragitti tortuosi e non lineari: seguendo i corsi d’acqua e costeggiando i deserti o le montagne.

Così, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, gruppi più o meno grandi di ominidi si spostano da un continente all’altro, restano isolati dai vecchi gruppi e, per selezione naturale, subiscono modifiche nel corso delle generazioni per adattarsi al nuovo ambiente.

 

I primi reperti europei

I più antichi reperti europei sono:

  1. una mandibola rinvenuta presso Mauer vicino alla città tedesca di Heidelberg, in Germania, trovata nel 1907 e risalente a oltre 600mila anni fa (NB: per lungo tempo questa è stata la più antica traccia di ominidi in Europa);
  2. un frammento di cranio risalente a circa 900mila anni fa rinvenuto in Italia, più precisamente a Ceprano, in provincia di Frosinone in Lazio, nel 1994;
  3. diversi resti di ominidi rinvenuti nel sito di Gran Dolina della Sierra de Atapuerca presso Burgos, in Spagna, sempre nel 1994.

Vediamoli nel dettaglio

 

La mandibola di Mauer (600mila a.fa)

Quindi parliamo di Otto Schoetensack.

Figlio di un professore di liceo, Otto è un commerciante.
Appassionato di chimica, fonda un’industria chimica: si arricchisce, l’industria va bene ma Otto passa nella struttura gran parte delle sue giornate e, con il tempo, le esalazioni di cloro minano la sua salute, costringendolo a ritirarsi dagli affari.

Venduta la fabbrica Otto si ritrova senza nulla da fare: ha una rendita dignitosa ma non sa come passare le sue giornate e, avendo lavorato molto per tutta la vita, non è certo adatto ad un’esistenza di nullafacente. Così all’età di 33 anni si iscrive all’università di Friburgo.
Da lì si trasferisce a Heidelberg dove si dedica alla ricerca e prosegue i suoi studi: i suoi problemi di salute gli sono di intralcio e lo rallentano ma, qualche anno dopo, riesce a raggiungere la laurea e ottenere un incarico di docenza in antropologia e preistoria.

Uomo meticoloso e attento ai dettagli, applica alla ricerca dei fossili un metodo moderno.. tanto moderno da essere paragonato a quello attuale!
Con grande lungimiranza Otto, per oltre 20 anni, porta avanti un programma di ricerca sul campo nella zona vicina ad Heidelberg dove sono stati trovati diversi reperti. In particolare incoraggia gli operai della cava presente a identificare i fossili, gli insegna come riconoscerli e come distinguere le ossa umane: a questo scopo si reca ogni settimana alla cava, incontra i lavoratori, spiega e insegna.

Tutto questo lavoro viene premiato il 21 ottobre 1907 quando Daniel Hartmann, uno degli operai della cava, trova per caso una mandibola. Daniel la esamina e, forte degli insegnamenti ricevuti, la identifica immediatamente come umana e la consegna al responsabile della cava che manda a chiamare il buon professore.

La mandibola ha 609mila anni e appartiene a un Homo erectus, o meglio, secondo alcuni studi a una sua variante un po’ modificata che viene nominata Homo heidelbergensis: si tratta, all’epoca, del più antico resto fossile di ominide mai trovato in Europa. Ancora oggi è tra i reperti europei più antichi.

 

I resti di Ceprano e Burgos

Trattiamo insieme dei ritrovamenti Ceprano in Italia e dei ritrovamenti vicino a Burgos in Spagna. Entrambi risalgono al 1994.

I resti degli ominidi trovati sono stati classificati come un’altra variante dell’Homo erectus: l’Homo antecessor, vissuto tra i 800mila e i 500mila anni fa (i fossili risalgono ad epoche diverse).

Secondo alcuni autori il ritrovamento di Ceprano, che poi è costituito da un pezzo di calotta cranica, sarebbe da ricondurre ad un altra specie ancora battezzata Homo cepranensis.
Eh sì, piace molto creare nuovi ominidi e ritagliarsi un posticino nella storia della scienza..

Ci sono state molte polemiche su questi fossili: alcuni studiosi li considerano diversi, ossia il fossile italiano sarebbe un’ulteriore variante, altri ritengono che si tratti di Homo erectus e basta.. vi è poi, per quanto riguarda i fossili spagnoli una discussione circa il possibile cannibalismo, dato che le ossa presenterebbero segni di scarnificazione.

 

L’Homo erectus e le sue varianti

In definitiva l’Homo heidelbergensis e l’Homo antecessor sarebbero versioni leggermente diverse dell’erectus.. ma non tutti gli studiosi sono concordi: per alcuni si tratta di erectus e basta, per altri si tratta di un’evoluzione dell’erectus da cui discenderà poi il sapiens e il Neandertal.

Chi ha ragione?
E soprattutto come è possibile che ci siano opinioni così divergenti?

Prima di tutto va considerato che la fossilizzazione di un corpo è un evento rarissimo: noi abbiamo pochi esemplari vissuti in un tempo di migliaia e migliaia di anni.. indovinare la sequenza e l’evoluzione vedendo solo pochissimo delle varie fasi è un po’ come se voler indovinare la forma di un oggetto enorme di cui vediamo solo pochi centimetri.

Oltre a tutto questo la preistoria ha ancora molti misteri su cui far luce: si tratta di un ramo della ricerca storica in cui ancora oggi si possono ancora fare scoperte davvero rivoluzionarie.

In ogni caso non dovete pensare che gli studiosi vadano a caso!
Non mi dilungherò in noiosi dettagli anatomici, ma le ossa ci possono dire molto: ci possono dire se l’ominide era maschio o femmina, a che età è morto, come camminava e si muoveva, in che stato di salute era, cosa mangiava (e cosa era stato “progettato” a mangiare dall’evoluzione), quanto era alto.. raffrontando ossa di specie di ominidi diversi possiamo sapere cosa è cambiato, quali sono state le pressioni evolutive, in che ambiente viveva.

 

In definitiva quindi come sono fisicamente i primi abitanti d’Europa?
Sono ominidi appartenenti alla specie Homo erectus, o comunque molto somiglianti.

Ma com’è l’Homo erectus?

 

Ascolta “Ep3 – I primi europei” su Spreaker.

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Nella puntata del podcast rispondo anche a due domande degli ascoltatori:
“Se nell’età della pietra si usava solo la pietra come potevano avere asce o coltelli.. se li avevano??”
“Nel Paleolitico ci sono state 4 glaciazioni.. perché? A cosa è dovuto questo fenomeno?”
Se vuoi sapere le risposte ascolta la puntata del podcast!