30# I templi megalitici di Malta

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

30# I templi megalitici di Malta

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I templi megalitici di Malta sono strutture megalitiche site nelle isole di Malta e di Gozo, nella Repubblica di Malta, appunto.

Questi templi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO in due periodi diversi: nel 1980 per quello sito sull’isola di Gozo (Gigantia) e nel 1992 per tutti gli altri.

I templi sono (l’ordine è cronologico):

  • Gigantia (Ġgantija)
  • Scorba (Skorba)
  • Ta Hagrat (Ta’ Ħaġrat)
  • Hagar Qim (Ħaġar Qim)
  • Menaidra (Mnajdra)
  • Tarscen (Tarxien)

I templi di Malta vennero costruiti in fasi successive e sono stati datati in un periodo compreso tra il 5000 a.C. e il 2200 a.C. quindi dal Neolitico all’Età del Bronzo.

Prima di vedere ad uno ad uno i templi vediamo come sono stati scoperti.

 

La scoperta dei templi di Malta

Il primo complesso di templi maltesi ad essere scavato e studiato è stato quello di Gigantia, sull’isola di Gozo.

L’antica struttura era nota da tempo ai maltesi, vi era anche una leggenda a spiegarne l’esistenza: si sarebbe trattato di una torre costruita da dei giganti! D’altronde i templi sono enormi e le pietre che li compongono arrivano a pesare 50 tonnellate!!

Nel 1820 il colonnello John Otto Bayer era l’amministratore inglese dell’isola di Malta: per suo ordine i prigionieri della prigione di Gozo scavarono i resti del tempio e lui pagò di tasca sua tutte le altre spese necessarie.
Purtroppo tutto questo lavoro andò in parte sprecato: i templi vennero dimenticati nuovamente e per oltre un secolo il sito fu abbandonato ai ladri.

All’inizio del ‘900, complice il nuovo interesse per la storia antica, si ricominciò a studiare i templi dell’isola.
Ma, di nuovo, la vera svolta si ebbe grazie ad un singolo uomo: Sir Themistocles (Temi) Zammit.. che, tra l’altro, era di padre greco dell’isola di Lefkada (isole ionie) e di madre maltese.

Zammit fu uno scienziato e un intellettuale a tutto tondo: medico specializzato in batteriologia a Londra e Parigi, scopritore del vettore di diffusore della “la febbre di malta”, ossia la brucellosi, professore di chimica.. ma anche scrittore, storico e archeologo.
Egli applicò all’archeologia il metodo scientifico e condusse numerosi scavi e successivi studi: a lui si deve la scoperta di Ta Hagrat e Tarscen.

Negli anni ‘30 del ‘900 i terreni dove erano siti i templi divennero proprietà dello stato maltese e nel 1949 i siti vennero aperti al pubblico.

Attualmente i Templi di Malta e in particolare Gigantia sull’isola di Gozo sono considerati la più importante attrazione culturale dell’isola.

 

Come sono i templi di Malta?

In linea generale i templi di Malta sono simili tra loro.

Si tratta di monumentali strutture in pietra con una forma a trifoglio: presentano coorti su cui si affacciano una o più camere; il tutto è circondato da mura con ingressi di grandi dimensioni.

I templi megalitici non posseggono tetti o comunque coperture, sono a cielo aperto: se questo fosse così anche in origine o meno è discusso. Secondo alcune teorie i “tetti” degli edifici sarebbero stati costituiti da sottili cerchi concentrici in pietra posti uno sull’altro.

Queste misteriose strutture sono definite “templi” ma, in realtà, si sa poco del perché siano stati costruiti o di quale fosse effettivamente la loro funzione.
Si suppone che vi fosse una qualche motivazione religiosa, qui infatti sono state trovate tracce di sacrifici di animali e vi sono anche evidenze di allineamenti astronomici, come per le altre strutture neolitiche del resto d’Europa: questo ha fatto presumere che vi venissero svolti rituali religiosi.

Detto ciò si tratta solo di teorie: ad oggi non abbiamo idea di cosa fossero e cosa servissero queste grandi strutture in pietre.

In ogni caso queste strutture dovevano avere un significato importante per la cultura che le produsse: trasportare questi grossi massi e costruire i tempi ha richiesto certamente uno sforzo enorme, questo è stato certamente un lavoro faticoso e pericoloso!
Considerate poi che nel Neolitico, quando i primi templi sono stati costruiti, la ruota non era ancora di uso comune e gli strumenti in metallo non ancora inventati dato che si era nell’età delle Pietra.

 

I templi maltesi

Ora vediamo i vari templi un po’ più nel dettaglio.

Gigantia

Gigantia si trova sull’isola di Gozo ed è composto da due strutture circondate da mura.
Il tempio ha dimensioni notevoli: considerate che è alto circa 6 metri!
Gli edifici vennero costruiti in fasi successive fino al 2500 a.C., quando la popolazione e la cultura che le avevano prodotte improvvisamente scomparve.
Si è ipotizzato, in base ai resti archeologici, che questa fosse una stazione termale rituale dove purificarsi prima di un determinato rito o evento. La struttura comprende anche alcuni altari forse destinati ai sacrifici.

Scorba e Ta Hagrat

Siti entrambi nell’isola di Malta, presso la stessa cittadina.
Anche qui vi sono, in ciascun sito, due strutture distinte costruite in periodi diversi.
Qui sono state rinvenute delle statuine e delle capanne, oltre che resti di mura di difesa molto antiche.

Questi siti sono molto delicati per questo motivo l’accesso ai visitatori è limitato a una ventina di persone per volta e non più di una 50tina al giorno.

Hagar Qim

Sito sull’isola di Malta, Hagar Qim venne costruito in cima ad una collina, con una splendida visuale sul Mediterraneo (a nord) e sull’entroterra maltese (a sud).
Hagar Qim è il sito più complesso: venne costruito e successivamente modificato in epoche diverse in modo forse un po’ caotico, come dimostra il fatto che possiede molti ingressi sugli stessi lati.
Il sito è stato coperto con strutture moderne per preservarlo dagli agenti atmosferici.

Menaidra

Vicino al precedente, Menaidra è costituito da tre strutture distinte che compongono una figura a ferro di cavallo.
Una delle strutture presenta una caratteristica particolare legata alla luce del sole: è stata costruita in modo che nei giorni dei solstizi di inverno e di estate (21 dicembre e 21 giugno) la luce del sole entrasse dall’ingresso e andasse a colpire due particolari megaliti; mentre nei giorni degli equinozi di primavera e di autunno (20 marzo e 22 settembre) la luce del sole risulta allineata all’ingresso del tempio.
L’intera struttura è costruita a secco, senza l’utilizzo di malta.
Anche questo sito è stato coperto con strutture moderne per preservarlo dagli agenti atmosferici.

Tarscen

In questo tempio sono stati trovati molti bassorilievi e varie opere d’arte: in particolare molte sono le rappresentazioni di animali, forse allevati nei dintorni e sacrificati nel corso di cerimonie nel tempio stesso.
Qui si trovano anche decorazioni a spirale simili a quelli di Newgrange in Irlanda, di cui abbiamo parlato nella puntata scorsa.
Questo complesso di templi che comprende ben sei strutture collegate tra loro; una parte della struttura poi appare separata rispetto al resto: secondo gli studiosi era riservata ad un gruppo ristretto.
Tarscen è il sito più recente e il più complesso a livello strutturale: venne costruito quando la cultura che lo produsse era al suo apice.

 

L’ipogeo di Ħal-Saflieni

Prima di lasciare Malta vediamo un altro importante sito dell’isola: l’ipogeo di Ħal-Saflieni.

Innanzitutto.. cos’è un ipogeo?
L’ipogeo è una struttura sotterranea adibita a tomba o luogo di culto.

Questo ipogeo venne costruito tra il 3600 a.C. e il 2500 a.C. circa a Paola, sull’isola di Malta.

Non sappiamo esattamente perché venne costruito: secondo alcuni studiosi questo era probabilmente un santuario, poi trasformato in necropoli. Secondo l’ente del turismo maltese questo è l’unico tempio preistorico sotterraneo ad oggi conosciuto al mondo: dal 1980 l’ipogeo di Ħal-Saflieni è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

L’ipogeo è costruito a partire da 10 metri sotto il livello della strada e in parte è costituito da cavità naturali che sono poi state ampliate artificialmente.
In tutto l’ipogeo è costituito da tre livelli: il primo, quello più superficiale, è il più antico; ogni livello comprende più stanze.

Gli scavi che riportarono l’ipogeo alla luce vennero effettuati da Sir Themistocles (Temi) Zammit.
Qui sono state trovate molte statuine e sculture, oggi conservate al museo di archeologia della Valletta, capitale della Repubblica di Malta.

L’ipogeo è oggi visitabile ma solo da 60 persone al giorno: occorre prenotare per tempo!

 

Nella prossima puntata andremo in Italia e, con l’aiuto di un esperto, scopriremo i Sassi di Matera, abitati sin dal Neolitico!

 

 

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