31# Choirokoitia, il villaggio neolitico aceramico di Cipro

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

31# Choirokoitia, il villaggio neolitico aceramico di Cipro

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Nella meravigliosa isola di Cipro vi è un sito archeologico incluso dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità: si tratta di un villaggio neolitico noto come Choirokoitia o Khirokitia, uno dei siti archeologici più importanti e meglio conservati del Mediterraneo orientale.

Choirokoitia era un villaggio sito su una collina, a fianco di un fiume nella zona sud, sud-est, dell’isola di Cipro, a pochi chilometri dalla costa.
L’area in cui si estende il sito è ampia: si tratta di ben 3 ettari in totale.

Il sito di Choirokoitia venne scoperto nel 1934 dal famoso archeologo cipriota Porphyrios Dikaios.
Dopo la scoperta vennero eseguiti degli scavi che durarono quasi 10 anni. Successivamente vi fu una seconda campagna di scavi interrotta dall’invasione turca di Cipro. La ricerca archeologica riprese nel 1977 grazie al lavoro di una spedizione francese.

Choirokoitia fu abitata dal 7000 a.C. circa.
La civiltà di Khirokitia prosperò per circa 1000 anni, fino al 6000 a.C., poi, improvvisamente, il villaggio venne abbandonato per ragioni sconosciute e la zona restò disabitata per oltre 1500 anni. Dal 4500 a.C. qui si stanziò una nuova popolazione che vi visse per oltre 500 anni, fino all’abbandono definitivo intorno al 4000 a.C..

 

Un villaggio dalle ampie mura

Il villaggio appariva circondato da delle mura alte e larghe in pietra: l’unico lato aperto era quello che si affacciava sul fiume.

All’interno del villaggio vi erano delle capanne circolari, costruite con mattoni di fango e pietra, molto vicine una all’altra, dotate di un tetto piatto: sia il tetto che i pavimenti erano in pietra.
Probabilmente le capanne erano dotate di due piani e la dimensione interna era compresa tra i 2 e i 4 metri circa.

Queste capanne in realtà sono da considerarsi secondo gli studiosi delle specie di stanze: raggruppate una all’altra si affacciavano su un cortile comune a cielo aperto.. tutto l’insieme, cortile e capanne, andava a costituire la “casa”.

Il villaggio ospitava tra i 300 e i 600 abitanti circa.

 

Un civiltà avanzata

La popolazione che abitava questo villaggio era costituita da agricoltori che coltivavano cereali e che praticavano anche allevamento di pecore, capre e maiali, ma non avevano abbandonato la caccia e la raccolta.

Nel sito sono stati trovati diversi oggetti sia di uso comune, come vassoi, pentole, cucchiai, che oggetti con significati simbolici, come statuette.

Questa civiltà era ben organizzata e strutturata.

Tutto quello che sappiamo su queste persone deriva dalle tombe.
I morti venivano seppelliti sotto il pavimento delle case, quindi sono giunti fino a noi diversi corpi. Dall’analisi di questi resti sappiamo che gli abitanti di Choirokoitia erano alti tra 1,60 m e 1,50 m e che avevano un’aspettativa di vita bassa, poco più di 30 anni; la mortalità infantile era altissima.

Dalle tombe con le loro offerte votive di alimenti si desume che questa civiltà avesse credenze religiose abbastanza complesse, forse basate sul culto degli antenati. Detto ciò non vi è traccia di luoghi di culto, di edifici o strutture dedicate esclusivamente ad un culto religioso.

 

Il Neolitico aceramico

Una caratteristica particolare di questa civiltà è l’assenza dell’uso della ceramica.

La ceramica è molto presente nel Neolitico, infatti il suo studio a livello archeologico riveste un ruolo importante nella datazione oltre che nella classificazione delle civiltà umana.
Vi è però un Neolitico aceramico, ossia culture neolitiche che non hanno mai sviluppato produzioni ceramiche: un esempio è proprio questa.

La popolazione di Choirokoitia non utilizzava la ceramica ma la pietra, in particolare alcuni tipi di pietra abbondanti nella zona. In pietra venivano realizzati piatti e ciotole, ma anche gioielli e statuine.

 

Visitare Choirokoitia oggi

Il sito di Choirokoitia è oggi visitabile.

Come capita spesso per i resti archeologici così antichi, ciò che si può oggi vedere potrebbe lasciare un po’ perplesso il visitatore comune, la persona che non ha specifiche conoscenze archeologiche.

Per fortuna vicino al sito sono state realizzate delle ricostruzioni.
Si tratta di cinque abitazioni che rappresentano una riproduzione, si crede fedele, di come dovevano apparire le capanne neolitiche del sito; le ricostruzioni sono state realizzate utilizzando i materiali e la tecnologia disponibile all’epoca.

È stato realizzato anche l’arredamento interno di queste capanne, dalle panche agli oggetti di uso comune, il tutto basandosi sui ritrovamenti archeologici. Vicino alle capanne sono state anche poste piante già coltivate o comunque comuni a Cipro nel Neolitico.

Le immagini di capanne che potete vedere nella foto di questo articolo ritraggono proprio queste ricostruzioni.

Ora lasciamo i maestosi monumenti e parliamo di un altro aspetto della civiltà umana.. parliamo di guerra, massacri e fosse comuni..

 

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