Il cerchio di Goseck: il più antico osservatorio solare europeo # ep 26

La storia del continente europeo dalla preistoria a oggi

Il cerchio di Goseck: il più antico osservatorio solare europeo # ep 26

Il cerchio di Goseck

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In questa puntata del podcast di Storia d’Europa si parla del cerchio di Goseck, il più antico osservatorio solare europeo.

Perché noi esseri umani siamo sempre stati affascinati dal cielo, dalle stelle?

Ci sono aspetti della biologia, della vita e del mondo che abbiamo spiegato nel tempo nei modi più strani – si pensi alla conoscenza del nostro stesso corpo, per secoli demandata a mere superstizioni o a vere e proprie fantasie – e altri aspetti che abbiamo bellamente ignorato come se non esistessero – ad esempio alcune reazioni chimiche o fisiche, a volte spiegate anche qui con la magia e la superstizione, ma molte altre proprio ignorate!

Lo studio delle stelle invece no: moltissimi popoli antichi hanno sviluppato una vera e propria ossessione per il cosmo.
Infatti lo studio del cielo è presente in molte civiltà, più o meno evolute, e neanche nei periodi più bui della storia umana abbiamo rinunciato ad alzare gli occhi al cielo pieni di meraviglia.

Forse il motivo è che non si possono ignorare le luci che splendono nel cielo notturno, così come non si può pensare che il sole non esista: è troppo evidente, è lì, davanti a noi.
Voglio dire: si può benissimo vivere un’intera vita ignorando l’esistenza del proprio fegato.. ma non si può vivere neanche un giorno senza notare la presenza del sole!

Ah.. Prima di andare avanti, ci tengo a fare una precisazione.
Ho citato le stelle.. anche il sole è una stella.. quindi l’osservazione delle stelle riguarda il cielo notturno con le sue innumerevoli stelle e il cielo diurno con il sole e, eventualmente, le stelle del mattino o della sera.

Ma ora veniamo al cerchio di Goseck.

 

Le stelle per i popoli neolitici

I popoli neolitici europei dovevano avere una conoscenza piuttosto avanzata delle stelle: in generale l’osservazione del cielo doveva essere un qualcosa di importante nella società neolitica e, forse, era più evoluta di quello che noi oggi pensiamo.

I cerchi di pietre neolitici sono di solito identificati con Stonehenge, di cui abbiamo parlato nella puntata scorsa, ma in realtà non tutti sono realizzati con grandi megaliti in pietra, anzi!

La maggior parte di quelli che oggi riteniamo fossero osservatori del cielo vennero costruiti in legno: queste furono inizialmente considerate strutture difensive e solo dopo studi più approfonditi si capì che si trattava di ben altro!
In ogni caso come abbiamo visto nella puntata scorsa, anche Stonehenge venne inizialmente costruito con pali in legno: della iniziale versione del sito sono giunte fino a noi solo tracce, ma sufficienti per identificarne la struttura.

Inoltre Stonehenge non è unica.
In centro Europa i cerchi di megaliti sono molti, in particolare in: Germania, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca e in altre nazioni.. in tutto sono circa 250 i siti di questo genere, anche se solo una piccola parte di questi sono studiati.
Tra tutti questi quello meglio conservato è il cerchio di Goseck, una struttura neolitica sita presso Goseck, Burgenlandkreis, Sassonia-Anhalt, Germania.

Tutte queste strutture vennero costruite dai cosi detti popoli della cultura della ceramica lineare.

 

Il cerchio di Goseck

Il cerchio di Goseck venne costruito intorno al 4900 a.C. circa e fu usato approssimativamente per 200 anni poi venne abbandonato per motivi che ci sono ignoti.

Cos’è il cerchio di Goseck?

In origine il cerchio era costituito da un fossato circolare dal diametro di 75 metri e 2 palizzate realizzate con pali di legno; il cerchio conteneva al suo interno anche un fossato e un tumulo.

Le palizzate avevano una serie di porte: nel solstizio di inverno o d’estate stando al centro del sito si sarebbe visto sorgere e tramontare il sole attraverso due delle porte che si aprivano nelle palizzate.

il cerchio di Goseck sarebbe il più antico osservatorio solare preistorico ad oggi conosciuto in Europa: non a caso è considerato da alcuni la Stonehenge tedesca.

Il cerchio è stato scoperto nel 1991 in seguito ad osservazioni fatte su una foto aerea di un campo di grano in cui vennero notate erosioni regolari.

Il cerchio di Goseck non è un unicum: nella zona vi sono diversi i cerchi o i fossati circolari, come a volte sono chiamati, simili tutti orientati verso i solstizi.

Purtroppo del cerchio di Goseck non è giunto fino a noi molto.
Abbiamo i buchi che contenevano i pali, pochi resti ossei bruciati di umani e animali, un teschio, uno scheletro senza testa.. tra l’altro questi ultimi resti potrebbero essere indicatori di tombe o forse di sacrifici, non si sa.

Oggi comunque è possibile vedere il cerchio di Goseck come appariva millenni fa perché, nei primi anni 2000, è stato ricostruito da degli archeologi.
La ricostruzione è stata fatta in modo preciso: i pali in legno sono stati lavorati a mano per apparire il più simile possibile a come dovevano essere in origine.
Il sito è stato aperto al pubblico il 21 dicembre del 2005, il giorno del solstizio di inverno!

 

Perché vennero costruiti i cerchi preistorici?

E arriviamo quindi alla domandona che, sono sicura, vi sarete posti tutti.. ma perché??

Perché costruire il cerchio di Goseck?

Perché costruire e mantenere tutta questa struttura? per identificare due specifici giorni, ossia i due solstizi?

In realtà questi calendari servivano per fare calcoli legati allo scorrere del tempo: quindi non si trattava di identificare semplicemente due giorni, ma di identificare due punti fissi nello scorrere del tempo, i due solstizi.

Qui permettete che mi fermi e faccia una puntualizzazione.

Molte persone oggi fanno fatica a comprendere l’importanza di misurare il tempo.
Noi siamo circondati da orologi, cronometri, calendari.. la misurazione del tempo, sia esso in minuti che in giorni o anni, è oggi data per scontata dato che noi abbiamo migliaia di misuratori intorno a noi.

C’è un orologio sul nostro pc, sul telefono, abbiamo orologi appesi ai muri di casa e del lavoro, molti hanno ancora un orologio (spesso super tecnologico) al polso.. e, oltre all’ora, le nostre case sono piene di calendari e agende.

La verità è che sapere che giorno o che ora sia è fondamentale per noi.

Misurare il tempo ci permette di organizzarlo e gestirlo al meglio. Ci permette di gestire il nostro lavoro, la nostra vita famigliare.. e anche di avere una buona salute! Provate a mangiare e dormire così, a caso, senza una regolazione giornaliera e oraria.. provate a mangiare otto volte al giorno, agli orari più strani, o a stare un giorno senza mangiare.. o a dormire di giorno e stare svegli di notte o a dormire un numero troppo breve di ore.. e poi vediamo come vi sentirete!!

In una società come quella neolitica poi la misurazione del tempo, dello scorrere del tempo, il sapere esattamente che periodo dell’anno fosse era fondamentale.

La nascita dell’agricoltura (e anche quella dell’allevamento) nel Neolitico ha poi reso necessaria la conoscenza dell’inizio e della fine delle singole stagioni e di una più accurata misurazione del tempo: non stupisce quindi l’ossessione del popoli neolitici per i solstizi e gli equinozi!  In questo contesto potete facilmente immaginare quanto potesse essere prezioso il cerchio di Goseck!

 

Le altre ipotesi sugli osservatori preistorici

In ultimo mi pare doveroso aggiungere una cosa.
Per il cerchio di Goseck come per Stonehenge non tutti gli studiosi sono d’accordo sul fatto che si tratti di osservatori del cielo.

Le ipotesi sullo scopo di queste costruzioni sono moltissime, alcune sensate altre meno: io vi ho voluto esporre quella più gettonata, quella ad oggi ritenuta più valida ma, come ovvio, potrebbe essere errata in parte o del tutto.

D’altronde il fatto che i cerchi siano orientati con il movimento del cielo potrebbe essere solo uno degli aspetti rilevanti: questo potrebbe essere anche un osservatorio ma non solo!

In ogni caso la verità, probabilmente, non la sapremo mai!

Nella prossima puntata parleremo degli allineamenti di Carnac, circa 3.000 monoliti nella campagna bretone, in Francia, tra i complessi megalitici più estesi al mondo.

Qui potete trovare la bibliografia con tutte le fonti su cui si basano gli articoli di questo sito e del podcast di storia d’Europa.